Lucca è buonvivere Toscano

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Lucca non ha bisogno di una preparazione particolare per essere visitata, di quelle come si dovesse sostenere un esame in saperi del turismo infarciti di storia, di arti, di ambiente; a Lucca, sia che ci si capiti, sia che si venga precettati e inquadrati in una escursione, è meglio arrivarci con lo stato d'animo d'avvicinare un posto magico, amico e suadente di cui non si può raccontare tutto sulle pagine di un testo, di una guida, o attraverso le parole di un pur eccellente cicerone.

Lucca è luogo disponibile a lasciarsi godere da un certo tipo di visitatori: sereni, che procedono con naturale e buona maniera di lentezza, con sentimento curioso e bighellone, col passo accomodante delle famiglie, dei bambini, degli innamorati, lasciando ad ognuno il tempo e la fantasia di crearsi memoria e ragione per una città che si manifesta, essa stessa, in mille aspetti come opera sublime d'arte e d'ingegno, da conservarsi dentro e da raccontare poi con parole proprie a chi non l'ha ancora mai vista. Dando agli altri certezza che da Lucca si vien via più ricchi di quando ci si è arrivati.

A Lucca non si troveranno semplicemente “lucchesi” ma cittadini cortesi e garbati per antico costume e ad ornamento della civiltà della loro città, e i visitatori staranno a loro agio dove gli stessi cittadini abitano, vivono, s'incontrano. E questo lo si incontrerà passeggiando senza premura in continua meraviglia della distesa bellezza di quel che ci si troverà davanti: chiese, palazzi, torri, piazze, strade e le mirabili, uniche al mondo, verdissime mura che, nel girar intorno lo sguardo, ci seguono e ci precedono ovunque. Insomma chi qui cercasse recinti che rinchiudono celebrità monumentali in cui soffermarsi a scattar foto e ad accattar ridicoli cimeli e poi ripartire per altri caravanserragli rimarrà deluso; poco o niente per i tempi canonici delle visite convenzionali, molto, tutto per la tentazione di restare a Lucca un giorno in più.

 

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