Chiesa di Santa Caterina

La Chiesa di Santa Caterina, conosciuta tra i lucchesi come la Chiesa delle Sigaraie, è stata realizzata nella prima metà del Settecento da Francesco Pini ed è il più grande esempio di edilizia religiosa barocca a Lucca.

A fine '800 il grande edificio della manifattura dei tabacchi di Lucca dava lavoro a centinaia di persone. Le sigaraie di Lucca diventarono famose per la loro capacità di realizzare il famoso "stortignaccolo" che pur nato da un incidente, ebbe subito grande fama.
Le sigaraie, che arrivavano dalle campagne, si ritrovavano al mattino, prima del lavoro nella piccola chiesa di santa Caterina, uno dei più begli esempi del barocco lucchese che diventò così, la chiesa delle sigarie.

Costruita su un angolo, impostata su una pianta ovale, la facciata si modella sulla curva della strada, l'interno si apre, con grande stupore dei visitatori in una sala riparata da un grande cupola dorata. Fu realizzata, modificando radicalmente una precedente costruzione, tra il 1738 e il 1748, da Francesco Pini e oggi, dopo il restauro realizzato a cura del FAI si arricchisce di una nuova opera del pittore lucchese Giovanni Lorenzetti Fusari e finanziata totalmente da un mecenate privato che è voluto rimanere anonimo.

Recentemente sottoposta a un importante progetto di restauro grazie a una campagna di sensibilizzazione del FAI e alla collaborazione tra Comune di Lucca, Sovrintendenza per beni culturali di Lucca e Ministero per i beni e le attività culturali, è aperta al pubblico su prenotazione.

La chiesa prende il nome dalla grande tela ovale raffigurante "L'estasi di Santa Caterina" di Pompeo Batoni, ora conservata nel Museo di Palazzo Mansi. È caratterizzata dal particolare ingresso angolare che si affaccia su Via Vittorio Emanuele, dalla sua forma ovale e dalle grate sulle pareti interne, che avevano un tempo il compito di nascondere i volti delle suore in preghiera.

L’interno gode di straordinaria bellezza: la cupola, aperta al centro, è fonte di luce ed è decorata da un affresco raffigurante Putti e Santi ad opera di Bartolomeo De Santi.