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Le fortificazioni

Fortezza del cerruglio a Montecarlo nella piana di Lucca

 

Della litigiosa e campanilistica Toscana medievale e rinascimentale, restano, parte intergrante del panorama, numerose fortificazioni e borghi incastellati e la Piana di Lucca non è da meno.

Le poderose Mura rinascimentali della città di Lucca ne sono testimonianza e sono solo la conlcusione di una storia vissuta "in difesa" La prima cinta muraria della città risale infatti all'epoca della fondazione e ancora riconscibile nel suo tracciato all'interno del complesso disegno urbanistico della città.
la seconda cinta di epoca medievale emerge con più decisione nell'intero lato est in corrispondenza dell'attuale via dei fossi con i torrioni della porta san Gervaso e, poco più a nord con quelli della porta di Borgo.

Le mura rinascimentali, scampate a molte vicissitudini e a pochi scontri militari, sono oggi il più originale dei parchi urbani, un anello di più di 4 chilometri sospeso a 12 metri di altezza sulla città abbelito da viali alberati di specie locali ed esotiche.

Sulle sommità delle colline, sugli sproni a rilievo sull pianura, sulle strette che consentono l'accesso a questa piccola pianura, si ergono piccoli castelli e borghi fortificati che ricordano queste movimentate epoche passate e i frequenti scontri.

Due fortificazioni controllano la stretta che collega la pianura di Lucca a quella di Bientina. Sono il borgo fortificato di Castelvechio di Compito su uno sprone del monte Pisano e la fortezza di Montecarlo, ricostruita e rinforzata più volte a testimonianza della posizione strategica tra la piana di Lucca e la Valdinievole. Più in basso, alle soglie di questo passaggio, l'Hospedale di Altopascio pure fu cinto da mura.

Sul lato opposto della pianura, verso la costa, a custodire la stretta di Ripafratta, c'è il piccolo borgo fortificato di Nozzano che ogni anno, per un lungo week end di settembre si sposta nel tempo per tornare a vivere le atmosfere medievali. Poco più in alto, sull'altra sponda del fiume Serchio, gli fa da contrasto la pisana rocca di Ripafratta.

Un articolato sistema di comunicazione fatto di torri, postazioni e altri castelli, fuochi e rifrazioni luminose, l'"Occhio di Lucca", consentiva di proteggere tutta la pianura e spingersi oltre, insinuandosi nella Valle del Serchio, fino a raggiungere i possedimenti lucchesi.

 

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