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Villa Puccini di Viareggio

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INDIRIZZO: Viale Michelangelo Buonarroti angolo Piazza Puccini, Viareggio

 

Nel 1921 Giacomo Puccini si trasferì a Viareggio nella grande villa che aveva fatto costruire vicino alla pineta di ponente e affacciata sulla piazza che oggi porta il suo nome. Qui visse gli ultimi anni della sua vita.

La villa, progettata secondo le precise volontà del suo esigente proprietario, è in mattoni e pietre "a vista" e, lungo i lati nord ed est, delle formelle raffiguranti maschere ed elementi in rilievo decorano la fascia di coronamento del sottotetto. Un'elegante scalinata a doppia rampa porta ad un bel portico aperto a veranda con pilastri in pietra e transenne in legno, dal quale si accede all'ingresso principale del piano nobile.

Intorno uno spazioso giardino in stile liberty con vialetti in cotto e fioriere in pietra; gli arbusti e le piante, risalenti al tempo della costruzione della villa, sono quelli tipici della macchia mediterranea: pini, lecci e siepi di pittosforo e alloro, naturale prosecuzione della pineta di fronte. Puccini era molto attento alla cura del giardino e fece installare un impianto di microirrigazione fisso, uno dei primi per l’epoca.

Gli ambienti interni della villa sono organizzati secondo quelle che erano le esigenze del Maestro: una scala in legno gli permetteva di andare direttamente dalla camera da letto allo studio nel seminterrato, il luogo più intimo e protetto della casa, lontano dai rumori della città, ideale per la creazione artistica. Lo studio era arredato con un tavolino, due poltrone ai lati del caminetto e il celebre pianoforte a coda Steinway, oggi al Puccini Museum - Casa Natale di Lucca. Dallo studio una porticina a vetri conduce direttamente al salotto dalle pareti tappezzate di rosso, arredato con mobili di colore scuro e un divano angolare con cuscini rossi. Puccini, uomo al passo con i tempi e la tecnologia, fece installare nella villa un moderno impianto di riscaldamento a radiatori, per renderla ancora più confortevole nelle lunghe giornate passate a comporre le indimenticabili arie del suo ultimo capolavoro.

Questa è ricordata come la casa di Turandot e sul lato nord dell'edificio una lapide, posta il 7 dicembre 1924, recita: “La comunità di Viareggio promette di costodire consacrati a GIACOMO PUCCINI e casa e bosco che furono reggia e giardino alla splendente regina Turandot.”